mag
13
2009
2

Pillola del Giorno dopo: cos’e'? come funziona? in Spagna senza prescrizione medica!!

Interessante la notizia che in Spagna, alla luce di una particolare linea di pensiero (condivisa più delle volte dal sottoscritto!), la pillola del giono dopo potrà esser venduta senza prescrizione medica.

Ora, quello che mi “fa riflettere” non e’ tanto il fatto della mancata prescrizione medica ma sulla possibilità che questa scelta trasformi quello che è definito “metodo contraccettivo d’emergenza” in una sorta di “scongiuro” per vivere la sessualità in maniera irresposabile (nell’ottica del “ma che fa? tanto dopo mi prendo la pillola … non devo nemmeno prendermi il disturbo di dirlo ad un medico!”).
Anche perchè, suvvia, siamo realisti … difficilmente il levonorgestrel da effetti collaterali … ed in ogni caso chi la prescrive quasi mai poi segue la pz nelle successive ore!! Al massimo si può capire e ed accattare la presenza del medico, nell’atto della prescizione, come volto ad assicurare un corretto e efficace trattamento ad esempio nell’esclusione di interazioni farmacologiche con altre classi di sostanze (mi vengono in mente farmaci del SNC)

Io sono il primo che, quando si parla di sesso e di contraccezione con i giovani, consiglio loro di farsi prescrivere e di acquistare la pillola del giorno dopo in via “cautelativa” (certe volte trovare un medico di guardia che ti prescrive la pillola, specialmente in una realtà non proprio affollatissima come quella in cui mi trovo ad operare e specialmente nei “rossi di calendario”, ha quasi dell’epico … per qst è da encomiare il “Soccorso Civle” della Ass, Coscioni e di Vita di Donna) da usarsi, poi, all’occorrenza … ma l’atto stesso della prescrizione prevede cmq un filtro importante da parte del medico che, accorto e coscienzioso, puo’, in quella occasione, comunque, fare una sorta di “educazione sessuale” veloce ed assicurarsi che la giovnietta non si comporti da irresponsabile!
E non sarà certo il costo (che dovrebbe esser, in Spagna, di circa 20euro) a scoraggiarne l’uso “senza giustificato motivo”.
Anzi, un costo così “alto” potrebbe addirittura avere un effetto contrario a quello voluto che il risultato che le fascie più “povere” della popolazione (che, guarda caso, sono anche quelle meno formate ed informate!!) in ogni caso non avrebbero accesso al farmaco
(continua…)

mag
01
2009
2

Oseltamivir e Zanamavir: cosa sono? come funzionano?

Oseltamivir e Zanamavir, tutti ne parlano in questi ultimi giorni ma cosa sono davvero? A cosa servono? Come possono combattere il virus dell’Influenza?

Beh, iniziamo a dare loro una identità: sono degli inibitori selettivi delle neuraminidasi (in realtà non solo loro … in quanto, per lo meno per l’Oseltamivir, la sostanza che somministriamo è un pro – farmaco).

Si, ok, mi direte voi, e cosa diavolo sono le Neuraminidasi?

Semplice: sono delle proteine che sono presenti sulla superficie esterna del nostro A/H1N1 e che gli servono fondamentalmente per uscire dalla cellula e potersi diffondere evitando l’autoaggregazione o l’adesione a membrane di cellule sbagliate (tipo quella in cui il virus s’e’ appena replicato con il suo RNA).

Ora, se noi impediamo al virus, una volta che si e’ riprodotto, di uscire dalla cellula ospite (nella quale è entrato grazie alla emoagglutinina) evitiamo che si possa diffondere all’interno dell’organismo ospite.

Ed è proprio questo che fanno i farmaci inibitori delle neuraminidasi.
In realtà che ne sarebbero altri due (l’Amantidina e la  Rimantidina) tuttavia, per quanto efficacissimi per i ceppi di Orthomixovirus più comuni, si sono rivelati del tutto inefficienti per i ceppi più particolari degli ultimi anni (quell’A/H5N1 dell’aviaria per esempio).

Pero’ … gia’, c’e’ un pero’, questa terapia puo’ esser fatta solo entro le prime 48h dal contagio, ovvero il tempo che il virus impiega per “infettare” l’uomo.

Infatti una volta che il virus è entrato all’interno il farmaco non puo’ fare piu nulla per impedire il contagio.

Non credo di dover inserire in questo breve articolo cose troppo specialistiche come gli schemi terapeutici …

Vabbe’, rissumendo molto, questo è quanto si puo’ dire per far capire alle gente di cosa si parla quando si dice di oseltamivir (Tamiflu©) e lo zanamivir (Relenza©)

apr
26
2009
2

Influenza Suina: fase pre-pandemica

Non me ne ero accorto … son due gg che non leggevo i TG e un post su un forum che seguo aveva sto titolo strano “Febbre suina negli USA ed in Mex”: lo ritenevo noioso e non l’ho letto ieri.

Oggi, dopo essermi svegliato ho acceso la TV e ho sentito parlare di epidemia, di chiusura dei confini … scene da film tipo quelli che mi è capitato di vedere negli ultimi giorni. Cosi’ mi sono messo su internet ed ho crecato un po’ di info.

Beh, una variante del virus dell’influenza, classificato sencondo H1N1 (chi ricorda H5N1, detta influenza aviaria?) che, tuttavia ha elementi nuovi ed ha acquistato non solo patogenicità per l’Uomo (e la cosa non stupisce se si considera la somiglianza BIOLOGICA, Immunologica, non siate malpensati, del Suino con l’Uomo) ma, cosa MOLTO PIU’ IMPORTANTE, la capacità di avere un contagio interumano!!!!
Oramai, come faceva notate, il CDC di Atalanta (che e’, per lo meno per il mondo occidentale, IL TEMPIO DELLE MALATTIE INFETTIVE e non solo) la classificazione e’ di grado 3, il che significa che siamo gia’ in uno stadio medio alto di diffusione, IN PRATICA IN PRE PANDEMIA, e che oramai, la chiura delle frontiere puo’ solo rallentare ma non fermare la diffusione del virus.

Ma calma con le psicosi. Per fortuna ci sono farmaci che funzionano e la cui produzione è stata accentuata negli ultimi anni a causa dell’Aviaria: sono l’oseltamivir (Tamiflu©) e lo zanamivir (Relenza©). peccato che, per qnt dica il sottosegretario Fazio, queste scorte, per lo meno in Italia, sono sotto forma di polvere e quindi solo virtualmente presenti ma de facro inutilizzabili ai fini terapeutici!

Quindi … niente psicosi, anche se è oramai troppo tardi per fermarla!

feb
03
2009
2

Eutanasia ed Eubiosia

Vi posto qui un intervento che ho fatto su un Forum della CRI … credo possa interessare piu’ di qualcuno.

P.S.
Per i commenti vi prego, se potete e se volete, fatemeli su mariolv.netsons.org

——–

Elena … come al solito pungolo di coscienze e intelletti, il discorso è molto ampio, molto complesso e molto “temporale”

Si potrebbe, anzi si DOVREBBE fare, per rispondere in maniera esaustiva ai tuoi tre quesiti, un discorso organico ma questo non credo sia il posto adatto o il momento buono per siffatta speculazione filosofica (nel senso piu’ ampio del termine!).
Quindi cerchero’ di rispondere ai quesiti in maniera separata e concisa fermo restando i limiti del tutto personalistici e temporali che il discorso, proprio per una sua connotazione intrinsecamente legata al vissuto di ciascuno, deve avere.

Tu chiedi: c’e’ un limite tra accanimento terapeutico (non sono molto d’accordo su quello diagnostico essendo quest’ultimo un momento particolare dell’opera medica che puo’ esser, al di la dei possibili accertamenti strumentali, una mera e pura attivita’ intellettuale che distingue il chirurgo – nell’accezione classica e semiologica del termine – dal Medico a tutto tondo e che quindi, come tale, non puo’ esser trascinata alla deriva nella crudelta’ dell’accanimento) ed eutanasia.
Beh il limite c’e’ ed è espresso sia in termini giuridici che in termini etico-filosofici e si va a fondere con l’altra domanda che tu poni, ovvero quella che rigurda l’eubiosia (nel suo significato puro di “buona vita”)
(continua…)

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